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Diario
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29 novembre 2006


Uso il blog quando mi sento sola. Adesso l'ho capito. Quando mi sembra di non avere nessuno che mi stia ad ascoltare.
Allora scrivo. E necessariamente scrivo di cose un po' malinconiche, perchè le cose allegre le ascoltano tutti. Mi sento spenta e vuota. Quando ne parlo mi si dà addosso dicendo che non è vero quello che penso. Ma intanto non mi si dimostra che ho torto a pensar male di me. Non mi interessa la pietà della gente, vorrei solo che mi si aiutasse a capire dove sbaglio, dove si trova quella falla della personalità che mi fa percepire come interrotta, incapace di superare i miei limiti o di accettarli.




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21 giugno 2006


L'ho fatto. L'ho chiamato, anzi, gli ho scritto. Gli ho scritto: auguri, come va?
Era il suo compleanno.
Lui mi ha risposto e mi ha pure detto che mi pensa, ogni tanto. Capirai.
Qualcuno ha aperto una botola sotto i miei piedi.
Mi rendo conto che da un anno sono inchiodata a lui.
Nel frattempo ho illuso, involontariamente, un po' di ometti che non so come si sono innamorati di me. Ma come si fa a innamorarsi di una maniaca di un unico pensiero?
E soprattutto perchè l'unica persona che dovrebbe innamorarsi di me non si innamorerà mai più?
Ormai spero in un miracolo.




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4 aprile 2006


Sono ancora inchiodata al solito pensiero e mi vergogno di me. E non mi riconosco. Sono appena tornata da un viaggio divertentissimo con un'amica e ci sto provando con la metà degli uomini che conosco, unici esclusi: fidanzati di amiche, asessuati per definizione, quelli pallosi, quelli troppo cessi e per nulla, ma proprio nulla sexy. Si insomma non rimane molto, ma tra quelli mieto un certo numero di vittime. 
Ma non serve a niente. Oddio, è divertente. Ma non  serve vermaente a nulla. Non è questo il punto. Il punto è cancellare quel pensiero. Inizio a pensare che sia impossibile.  




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8 febbraio 2006


Fra qualche giorno uscirò con un tizio. Uno che viene apposta qui a trovarmi. E' uno simpatico, intelligente, colto, ironico, cosa voglio di più? Togliermi di testa quell'altro. Voglio non scoprirmi a pensarlo. Voglio non sperare più che succeda qualcosa che ci faccia incontrare nuovamente.
Le ragioni del cuore sono imperscrutabili, le mie sono inaccettabili.
Purtroppo però non riesco a farmi una ragione del fatto che un amore simile possa essersi sciolto come il nostro. Ciòè il suo. Continuo a rimproverarmi di non averlo cercato, sedotto nuovamente...ma io non riesco a impormi alle persone, non riesco a elemosinare il tempo e la testa degli altri...




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3 febbraio 2006


Conquistare ancora dicevo. Non è per vantarmi ma intrigo parecchio gli uomini. Pur non essendo una super gnocca, pur non badando tanto all'aspetto fisico, all'abbigliamento ecc. Eppure piaccio, intrigo. Così dicono. Qualcuno intriga anche me e sto lanciando chiari segnali della serie guarda che ci sto. Poi aggiungo ma senza impegno. In questo momento l'impegno non lo concepisco. Non mi interessa, per impegnarsi con qualcuno bisogna fidarsi e io non mi fido di nessuno e non so quando succederà di nuovo che mi fiderò di un uomo.
Mi guardo intorno. Un' amica ha una storia con uno sposato e con una figlia. Lei dice che è solo un diversivo e lui ha fama di essere talmente pigro che non potrebbe certo essere tipo da avere un'amante. Mai fidarsi! mai!
Oppure accettare che succede questo e altro e allora prendiamoci le nostre libertà. Ma che schifo però...senza moralismi, per carità, ma sinceramente l'idea di non essere l'unica donna per l'uomo che amo non mi convince.
Detto questo non c'è nessun uomo nella mia vita per cui valga la pena farsi tutte ste menate. In compenso ci sono un paio di tizio che mi porterei volentieri a letto. Se ci riesco con entrambi sono un mito. Regredisco. Ho diciotto anni.




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2 febbraio 2006


Torno a Napoli. La città in cui vive l'uomo della mia vita, quello che quattro mesi fa è scomparso senza spiegazioni e senza nemmeno dimostrarmi che non era vero che lui fosse l'uomo della mia vita. Se lo avesse fatto io mi sarei talmente incazzata da odiarlo per la sua cattiveria. E non si può amare un uomo che ti fa del male...credo. Ma forse non è vero nemmeno questo, non lo so. Dentro di me non c'è un traduttore di pensieri che fa diventare discorsi la mia inquietudine.
Inquietudine che ultimamente si manifesta con l'impellente desiderio di conquistare altri uomini, come ai vecchi tempi. Quando non me ne fregava nulla di nessuno e quando la mia soddisfazione era di sedurre, sedurre, sedurre.
Torno a Napoli e dormo all'Holiday Inn, al quattordicesimo piano. Da lì vedo tutta la città e le città di notte sono sempre bellissime. Figuriamoci Napoli. Le luci della città disegnano il golfo e non so perchè non piango visto che sono così triste. Ogni occhiata è un ricordo, che alla luce degli avvenimenti è struggente da morire.
Torno a Napoli dicevo. E cosa faccio? Sono davanti alla finestra, guardo fuori. Gli scrivo un sms, ma solo un saluto, non voglio essere invadente. Voglio solo occupargòli un neurone per un nanosecondo. Come se poi servisse a qualcosa. Lo so che non serve.
Comunque lui risponde e risponde la cosa giusta. O meglio la cosa giusta per me sarebbe stata: "scusami sono stato uno stupido, tu in realtà sei la donna della mia vita. Come ho potuto sbagliarmi?" Io gli avrei risposto che sbagliare è umano e l'importante è imparare dagli errori e all'occorrenza tornare sui proprio passi.
Noi lui risponde proprio la cosa giusta, risponde che ricambia affettuosamente e che questo non basta a scusarsi per come si è comportato.
Confermo. Non basta. Però è una bella pietra sopra. Una pietra che relega nel ricordo una storia che fino ad ora ha galleggiato nella speranza di rinascere. Speranza mia, ovviamente!




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17 novembre 2005


La mia collega dice che è una questione di rielaborazione del dolore. Dice che è normale tutto quello che descrivo. Io per ora ho capito che se ricordo sto malissimo, ma se lo penso e basta, se lo penso magari in situazioni che spero possano accadere ma non hanno alcun attinenza con la realtà allora non mi distruggo, magari divento un po' malinconica ma non mi distruggo.
La verità è che vorrei sapere la verità. Vorrei sapere perchè di punto in bianco lui non si è fatto più sentire. Ci sarà un'altra. Probabilmente è così, altrimenti perchè questa fuga vigliacca? Potva dirmelo, era assolutamente tra le regole del gioco.
Il punto è che penso di essermi persa un potenziale uomo della mia vita. E non amo sentire chi mi dice che ce ne sono tanti. Perchè come ne voglio io ne hanno fatti pochissimi, per la maggior parte sono impegnati o comunque non sono interessati a me.




permalink | inviato da il 17/11/2005 alle 14:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

15 novembre 2005

The end

Questa storia che era iniziata nel modo più romantico, emozionante, dolce, passionale e chi più ne ha più ne metta, questa storia è finita. Finita nel modo più cinico, triste, egoista e ipocrita che si possa immaginare. Forse doveva essere questo. Un sogno fatto poco prima di svegliarsi di cui ti ricordi tutto ma sai essere solo un sogno. Bellissimo, proprio come un sogno.
Ma mi manca come manca una cosa reale.




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13 ottobre 2005


Un giorno in risposta ad un sms molto carino ho scritto tre versi di una delle mie poesie preferite. Li ho scritti ad una persona che mi attraeva, mi spaventava, e non ero nemmeno sicura che li capisse, che non erano in italiano...
lui mi ha risposto con i primi tre versi della stessa poesia...
può non voler dire niente?




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10 ottobre 2005


Punto e a capo.
L'ho consciuto. Il misterioso uomo lontano. L'ho conosciuto. Abbiamo passato insieme alcuni week end stupendi quest'estate e ora è sparito. E sono sparita anch'io.
Avevo avuto ragione, era l'uomo per me ma purtroppo la vita è infigarda e ora lui è troppo lontano.
Mi ha finalmente fatto capire che il mio disagio non dipendeva dal lavoro o da che altro ma da una storia che non era più d'amore.
Così l'ho lasciato. Con questa storia se ne vanno un sacco di cose e in particolare la mia famiglia.
E adesso se ne va anche chi a generato tutto questo. Ma comunque lo ringrazio per avermi aperto gli occhi sulla mia vita e per avermi fatto provare cosa significa amare.




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